Eppure Ancora
Tremore di donna sotto le sopracciglia folte
Ed i baffi
Non possono seppellire , né compensare
Nella bottiglia solo il riflesso umido di occhi di vetro
Non è ancora del tutto chiaro
Ma lo sarà
Rivedersi sulle pareti del cilindro
Ridicolo lo sguardo, grottesca peluria orgogliosa
Maledetto il sorriso biondo che danza alla mia destra
Il mio astio è superfluo
Schegge di rimpianto, larve di rancore
Sulla pelle. Carezze. “ Inutile ? “.
Il putto alla mia sinistra
Profuma già di indifferenza e sputa sul mio candore
Il jolly sorride benevolo, il guscio frantuma
Poco più in là
Non ti chiederò , sorriso biondo, dove sbaglio
Né voglio sapere dei tuoi errori
Domando soltanto perché non facciamo beffe di tutto questo
Preda di rida selvagge
Delirio buffo. Sinfonia. Tutto ciò è assurdo
Tanto sublime, tanto meschino
Giochiamo coi ruoli : io grido, tu fuggi.
Mi ammiro e mi disgusto. E tu ?
Mi piaci ed adoro ignorarti
Pur sapendo dell’ipocrisia della mia saggezza
In realtà non sei notevole
Luccica più di te, fosco di droga
Il povero genio disperato
Perché vorrebbe dimenticarsi di sè
Ma anche questa è fiaba e bugia
Tante sono le cose che i bimbi si raccontano
Tra noia e curiosità
Morbosi. Tanto da convincersi
Mentre il bozzolo che li avvolge cresce impassibile
Carne spudorata.
Porgendo ai loro occhi altre immagini da sfocare
Con odio e nostalgia. Altre ne seguiranno.
Il sè fatica a seguire e non respira.
So tutto questo.
Mi sconvolge. Mi nausea. Mi dovrebbe divertire ?
Nel mentre, lo apprezzo, dopotutto.
Poiché è dolce
Conservare lucciole di preziosa serenità
Perle di umidi ricordi
Intravedere tra accordi e pagine
Vuoti respiri da consumare e riempire ancora.
Ed eppure..